Coralisle Storia

Coralisle

la barca dei Lord

Soprannominata da molti “La barca dei Lord” questo motoryacht racchiude in se un pezzo di storia e non solo navale. Per questo è necessario, per una comprensione del grande valore intrinseco dal punto di vista storico racchiuso nei legni di questa barca, parlare, anche se in maniera molto veloce quasi un semplice accenno di chi ha progettato e costruito un simile gioiello della nautica.

Costruita nel 1933 dai cantieri James Miller & Sons in Scozia, cantiere che ha contribuito a dar lustro alla nautica inglese e internazionale.

La ditta James N. Miller & Sons è stata fondata nel 1747, da John Miller, carraio e falegname di Over Kellie. Fino al 1888, l’azienda ha costruito barche da pesca per St Monans, Pittenweem e Anstruther . Oltre ad essere costruttori d’imbarcazioni, sono stati falegnami

James Thomson Niven Miller ha aperto un secondo cantiere a Anstruther, dove è stato in grado di costruire grandi Fifie, barche da pesca e vapore, pescherecci da traino dotati di motori a vapore residuo . Ha diversificato in costruzione di barche da carico, lance, navi di ispezione, da pesca e yacht.

In seguito, è stato un pioniere per la marina introducendo sulle proprie imbarcazioni il motore a combustione interna , l’installazione di un motore diesel a due tempi in un Fifie, barca da pesca di 62 piedi.

Nel 1908 ha montato un quattro cilindri Kelvin in uno yacht da 40 piedi ed è diventato egli stesso un agente per i motori della Kelvin , un’agenzia che durò per tutta la durata delle attività del cantiere.

Miller ha giocato una parte importante nelle due guerre mondiali, costruendo una lancia spinta da un  motore a benzina per la Royal Navy per l’uso nel Vicino Oriente durante la prima guerra mondiale . Tra le due guerre, pur continuando a produrre imbarcazioni da pesca, dedicava una parte del suo lavoro alla progettazione e costruzione di yacht. Dal 1920 al 1939, sono stati costruiti 66 yacht molti a proprio disegno, tra cui l’odierna Coralaisle, mentre altri sono stati progettati da altri architetti navali, tra cui GL Watson e WG McBryde .

Un totale di 59 navi, motosiluranti e lancia a motore sono stati costruiti durante e subito dopo la seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra, sono stati costruiti un numero di nuove flotte da pesca e diversi grandi yacht di lusso. Nel 1957, il nipote di James, Jimmy, ha disegnato i Fifie yacht, sulle linee delle barche da pesca.

Il primo, fu un 31 piedi Royle Fifer , fu esibita nel 1958 al Boat Show a Olympia e venne venduto in anteprima lo stesso giorno dell’apertura del boat show stesso. Fino al 1969, sono state costruite 110 Fifer yacht, la più grande è stata un 45 piedi.

La Miller è rimasta un’azienda a conduzione familiare, passata attraverso diverse generazioni. La società è stata conosciuta in tutto il mondo per la qualità e la maestria con la quale sono state costruite le loro navi.

Ora si può capire davvero lo spessore e l’importanza di chi fu a costruire il motoryacth, come d’altronde lo fu il suo disegnatore: George Lennox Watson.

Capiamo di chi stiamo parlando: un giorno durante un’intervista il leggendario progettista americano Olin Stephens rispose: «Le barche di Fife erano bellissime, quelle di Herreshoff erano veloci, ma solo le barche di Watson erano belle e veloci».

Alla fine degli anni 1850 Watson spesso trascorreva le vacanze a Inverkip sul Firth of Clyde, dove grazie all’amicizia con lo skipper locale William Mackie ha sviluppato e il 1943 la sua passione per gli yacht e decise di fare architettura navale per vivere. All’età di 16 anni Watson divenne un disegnatore apprendista presso il cantiere di Robert Napier & Son a Glasgow.

Durante la sua formazione presso il cantiere di Napier, Watson era alle prime fasi con l’utilizzo di teorie della idrodinamica come influenze nella progettazione di yacht. Dopo aver praticato da J & A Inglis Shipbuilders, nel 1873 (all’età di 22 anni) Watson si proponeva di fondare la prima sede di progettazione yacht al mondo dedicato a piccole imbarcazioni. Il suo primo disegno, Margaret Woffington fu caratterizzato da un arco rovescio non ortodosso che senza dubbio attirò l’attenzione dei giovani designer nel mondo. I Successi arrivarono in seguito con yacht come la “Vril” e “Verve” costruiti per gli industriali di Clyde.

Tipici esempi sono la famiglia Coats di Paisley e dei Fratelli Allan della famosa compagnia di navigazione Scotch-canadese.

I successi di Watson sul banco di prova del Clyde attrasse presto altre grandi commissioni da altri clienti di alto profilo come il Vanderbilt , conte di Dunraven , Sir Thomas Lipton, la famiglia Rothschild, Charles Lindsay Orr-Ewing, Whitaker Wright e Guglielmo II,  imperatore di Germania.

Progettò tra gli altri, quattro sfidanti della Coppa America e la più grande vela schooner del suo tempo, Arcobaleno.

Tra i suoi lavori Watson progetta anche per la Royal National Lifeboat Institution (RNLI) con le sue barche diventate famose per la loro qualità nautiche e le qualità durevoli. Nel 1887 è diventato capo della consulenza architettonica navale al RNLI.

Watson progettato 432 yacht, imbarcazioni di salvataggio e altre imbarcazioni durante la sua carriera di 32 anni, una produzione che in media lancia una nova build ogni 3 settimane e mezzo.

Il più famoso disegno di Watson è stato commissionato da Edward principe di Galles, poi re Edoardo VII. Il HMY Britannia rimane lo yacht da corsa di maggior successo di tutti i tempi, con una carriera agonistica che copre 43 anni.

Il coinvolgimento di Watson nella Coppa America è stata una lunga corsa e si manifestò in quattro sfidanti di razza; Thistle per il sindacato scozzese guidato da Sir James Bell, due yacht chiamati “Valkyrie” per Lord Dunraven, e “Shamrock II” per Sir Thomas Lipton.

A questo punto dopo aver sottolineato l’importanza di chi ha costruito e disegnato questo motoryacht, possiamo parlare delle sue caratteristiche:

lungo 25,00 metri, largo 5 metri è stato varato per l’inglese Wilson nel 1933 presso il cantiere scozzese James N. Miller & Sons di St Monans. La costruzione è in fasciame di pitch-pine da 7 centimetri di spessore, su ordinate in robusta quercia e con il ponte in teak del Siam anch’esso dello spessore di 5 centimetri equipaggiato con motori Kelvin.

Dopo la costruzione il motor yacth venne acquistato da Joseph Cyrus Bamford nel 1938, divenuto successivamente Lord Bamford, proprietario dell’industria JCB, fabbrica di macchine per il movimento terra seconda al mondo dopo la Caterpillar. Baumford diede alla barca il nome di Markanto, anagramma dei figli Marco e Antonio.

Diversi gli episodi di vita della barca avvenuti sotto la sua proprietà. Durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1940 e il 1944, venne usata come “Unità di supporto” da parte per trasferire le autorità a bordo delle navi inglesi ancorate nell’estuario  del Tamigi.

Sì le cronache a noi arrivate, almeno quelle superficiali quelle conosciute, quelle che possiamo trovare anche in internet, parlano di barca di cortesia sul Tamigi, ma non è proprio quello che con una ricerca approfondita presso il “the National Archives” a Londra è stato nella realtà.

A tutti gli effetti faceva parte della Royal Marine, requisita nel 1940 per motivi bellici svolgeva il compito di “boat logistical support”.

Nel 1940 trasporta l’allora comandante supremo della Royal Marine l’Ammiraglio Andrew Cunningham sulla nave ammiraglia Warspite, ancorata all’estuario del Tamigi per compiere poi un’ attacco vittorioso contro la flotta italiana nel porto di Taranto con l’ausilio di lancio di aerei dalla portaerei.

Nel 1942 entra far parte come unità attiva nel programma “Thames Estuary Special Defense Units” o TESDU poi definitivamente denominata operazione “UNCLE”. Venne utilizzata per trasportare le truppe di stanza sulle “Maunsell Sea Forts” il complesso di fortezze marine costruite a difesa di Londra sull’estuario del Tamigi da dove più volte la Luftwaffe era riuscita a penetrare per colpire con massicci bombardamenti il suolo inglese.

Un altro episodio viene riportato nelle pagine che narrano di quei giorni di guerra e merita di essere trascritto. Erano giorni molto particolari a Londra in cui fervevano i preparativi, quelli tra fine giugno e inizio luglio del 1943, quelli a ridosso dell’operazione denominata “Husky”, quella che tutti noi conosciamo dai libri di storia come l’invasione della Sicilia avvenuta nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943. La Coralisle, allora Markanto, trasportò per molte volte da Londra sino alle navi da guerra, ancorate alla foce del Tamigi, l’Ammiraglio Andrew B. Cunningham scelto quale comandante delle forze alleate navali dal comandante supremo dell’operazione Dwight D. Eisenhower. Per ben due volte, questo almeno risulta dai documenti storici conservati presso il “the National Archives” di Londra, l’Ammiraglio si trovò in compagnia dell’allora Primo Ministro Inglese Winston Churchill che si presume, almeno così risulterebbe dai documenti, volle sincerarsi di persona dell’effettiva preparazione della flotta Inglese. Certo i motivi potevano essere stati sicuramente molteplici e completamente diversi da ciò che riportano ufficialmente i documenti, ma la questione non è sapere quale sia stato il vero motivo della visita del Primo Ministro Inglese alla nave ammiraglia per chissà quante volte in quei giorni febbrili ma bensì quella di avere la certezza storica e documentale della presenza di Winston Churchill sull’imbarcazione a cui dopo decenni venne dato il nome di Coralisle.

Nella prima metà del 1959 Markanto, in viaggio da Marsiglia a Le Havre incappò in una violenta tempesta e fu  data per dispersa per circa una settimana. L’evento venne riportato, con tanto di foto scattate da navi incontrate durante il fortunale e dalla rivista inglese “The Motor Boat and Yachting” del maggio 1959. Altre immagini su riviste di nautica dell’epoca riprendono la Markanto in visita al comando militare inglese della Valletta.

Dopo il 1959 la barca cambiò diversi proprietari, a cominciare da Lord Latymore, che la rinominò Pamara e la impiegò per crociere charter nel Mediterraneo.

Nel 1960 venne completamente revisionata sotto la supervisione dei Lloyds di Londra. In questo periodo il motor yacht accolse a bordo ospiti illustri, tra cui l’attrice Margot Fontaine.

Successivamente lo yacht passò a Hugo Cooks, quello della Wagon Lits, poi a tale Jeffrey Dutson che lo cedette a David Mackintosh.

Dal 1974 appartenne a Cyril Graham, un finanziere inglese residente in una lussuosa proprietà di fronte all’isola di Skorpios.

Fu lui che assegnò il nome Coralisle al motoryacht. Rivenduto nel 2003 al penultimo proprietario Riccardo Biscarini, un armatore laziale proprietario dell’azienda EMU.

Infine nel 2013 il motoryacth “Coralisle” è stato acquistato da una delle famiglie nobili  del Bahrain, che ha iniziato un’opera di ristrutturazione della barca a partire dallo scafo in pitch-pine e dagli impianti.

Ha partecipato negli ultimi anni a diversi raduni di scafi d’epoca e classici nel mediterraneo, tra cui annoveriamo:

2010 – Nel mare antistante l’Isola di Ventotene alla manifestazione “ Scafi d’Amare 2010, II° Raduno di Motoryacht e Motorsailer d’Epoca “- organizzato da Elio Santini Turano, Direttore dell’ASDEC, nel corso del quale il motor yacth è stato insignito del premio “imbarcazione venta da più lontano”.

2011 – “La Festa della Marineria 2011” tenutasi come ogni anno nel Golfo dei Poeti. Il cuore è stata la Spezia, ma eventi importanti sono stati ospitati anche nei comuni di Lerici e Portovenere.